Post più popolari ultima settimana

venerdì 24 novembre 2017

ARENA EXTRA: Tosi e Girondini indagati per falso in bilancio - Rassegna Stampa - 24 novembre 2017 (Corriere Veneto e L'Arena)


Operazione Arena Extra, Tosi e Girondini indagati per falso in bilancio.
Ma la procura pensa all'archiviazione
Ordinanza del gip Donati, ma non c'è richiesta di proroga d'indagini. L'ex sindaco non commenta


Falso in bilancio, indagato l’ex sindaco di Verona Tosi Nei guai anche l’ex sovrintendente Girondini.
Ma la procura potrebbe chiedere l’archiviazione
Corriere del Veneto (Venezia e Mestre)

24 novembre 2017

VERONA Nel fascicolo tornato sulla scrivania del pm Giovanni Pietro Pascucci sono stati iscritti due nomi, ma, a meno di clamorosi colpi di scena in grado di scatenare il proverbiale «terremoto politico», il destino dell’inchiesta sui bilanci di Fondazione Arena e Arena Extra, sembra ormai incanalato lungo binari ben precisi. Con un’altrettanto precisa destinazione: quella dell’archiviazione.


L’ex sindaco Flavio Tosi (allora presidente del consiglio d’indirizzo di Fondazione Arena) e l’allora sovrintendente Francesco Girondini sono stati iscritti nel registro degli indagati. Un atto dovuto, disposto dal gip Laura Donati dopo che il pm Pascucci aveva chiesto l’archiviazione del procedimento contro ignoti avviato sulla base di un esposto presentato dal consigliere comunale Michele Bertucco (all’epoca dei fatti capogruppo del Pd, ora esponente di «Sinistra in Comune») che denunciava come «finanza creativa» l’operazione da 12 milioni cui la Fondazione Arena, con l’obiettivo di chiedere il bilancio in pareggio, vendeva alla sua controllata circa 4mila bozzetti e figurini, l’archivio fotografico quello multimediale. La procura, che inizialmente aveva indagato seguendo l’ipotesi dell’abuso d’ufficio, ravvisando i contorni di un presunto falso in bilancio, aveva affidato l’indagine al pm Pascucci che già nel gennaio del 2016 aveva avanzato richiesta di archiviazione per quel fascicolo aperto contro ignoti. Richiesta contro la quale si erano opposti a luglio dello stesso anno Bertucco e il suo legale. Il gip Laura Donati analizzando gli atti, ha ritenuto iscrivibili in veste di indagati sia Tosi che Girondini. E ha emesso un’ordinanza per invitare il pm a iscrivere i due nel fascicolo. Ma il provvedimento non dispone né una formulazione di un capo di imputazione, né tantomeno una proroga delle indagini. In altre parole, il gip si è limitato a ordinare l’iscrizione dei nomi nel registro, senza imporre nuove azioni al pm che aveva già chiesto l’archiviazione. Rebus sic stantibus, è assai difficile ipotizzare che il quadro accusatorio possa cambiare all’improvviso. E, con ogni probabilità, nelle prossime settimane partirà una nuova richiesta di archiviazione. Nessun commento da parte dell’ex sindaco. Ma dal suo entourage ieri filtrava assoluta tranquillità. Complice anche il recente accordo raggiunto tra la Fondazione e l’Agenzia delle Entrate: sull’operazione Arena Extra, la guardia di finanza aveva riscontrato un mancato pagamento dell’Iva e l’Agenzia delle Entrate aveva fatto scattare una multa da 3,2 milioni. A seguito di trattativa, si è arrivati a una sanzione di 800mila euro che, oltre al notevole risparmio, ha consentito di evitare risvolti penali alla vicenda.

Enrico Presazzi



IL CALVARIO DELLA LIRICA.
Bozzetti, costumi e archivio erano stati valutati 12 milioni. Troppo?
FONDAZIONE ARENA, c'è l'inchiesta sui conti
L'esposto non va in archivio ma si devono individuare gli eventuali responsabili. Nel mirino la precedente gestione e i suoi vertici

venerdì 24 novembre 2017 CRONACA, pagina 13

La Fondazione lirica ha avuto debiti per 28 milioni. Flavio Tosi
all'epoca era presidente della Fondazione Arena e Francesco
Girondini ricopriva il ruolo di sovrintendente
Costumi areniani, bozzetti e figurini oltre all'archivio fotografico e a quello multimediale: fu relativamente alla cessione di questi beni (del valore di 12 milioni di euro) da parte di Fondazione Arena alla società Arena Extra, sua controllata, che venne depositato un esposto in Procura e aperto un fascicolo di indagine «a carico di persone da individuare». Alcuni giorni fa, a fronte di una richiesta di archiviazione, il gip ha restituito il fascicolo al pm affinchè proceda all'individuazione di eventuali responsabili. E l'indagine prosegue.

Una vicenda che nel 2014 animò lo scontro politico: da una parte i consiglieri del Pd e il capogruppo, Michele Bertucco, dall'altra l'allora sovrintendente Francesco Girondini e il presidente del Cda Flavio Tosi.

I componenti della minoranza definirono il conto della Fondazione Arena un esempio di «finanza creativa» riferendosi a un conferimento straordinario della Fondazione alla controllata Arena Extra, alla voce «altri beni», di 12,3 milioni di euro che, tolti i 5 milioni di ammortamento residui, si sarebbe trasformato in un credito di oltre 7 milioni per la Fondazione nei confronti di Verona Extra.

I veleni della politica, poi una segnalazione in Procura che faceva riferimento ad uno scritto anonimo inviato, a fine ottobre e a fine novembre 2014, oltre che al presidente della Corte dei Conti al sindaco (all'epoca Flavio Tosi), al ministro per i Beni e le attività culturali e al procuratore Giulio Schinaia, anche a tutti i capogruppo in Consiglio Comunale.

Quello che si sosteneva - e che poi era diventato oggetto dell'indagine per la quale era stata chiesta l'archiviazione - era che la Fondazione, per appianare una perdita, avrebbe venduto 8.825 costumi areniani, 3.850 bozzetti e figurini oltre all'archivio fotografico e multimediale per circa 7 milioni di euro. Solo che, si obiettava, Arena Extra non avrebbe avuto liquidità sufficiente a pagare l'importo e pertanto il disavanzo sarebbe rimasto.
Il Cda della Fondazione approvò con delibera il conferimento di ramo d'azienda alla società partecipata al 100% ma, si obiettava nello scritto, nelle casse della Fondazione non sarebbe mai entrato nulla, poiché Arena Extra era incapiente e già in debito, tra l'altro, con la Fondazione.

Nel 2014 l'apertura del fascicolo d'indagine, a carico di persone da individuare, sulla base dello scritto anonimo poi integrato dall'esposto presentato da Michele Bertucco (assistito dall'avvocato Luca Tirapelle) che sollevava perplessità circa la regolarità dei trasferimenti di beni che trovavano giustificazione nella necessità di raggiungere il «pareggio di bilancio». Stando a quanto deliberato dal Cda gli archivi erano stati «ceduti» con la motivazione che la Fondazione non fosse in grado di valorizzarli adeguatamente.
Ma, si osserva nell'esposto, dal 2013 al 2016 il loro valore sarebbe rimasto lo stesso: erano stati valutati più di 12 milioni euro e non hanno subito diminuzioni a titolo di ammortamento.

Fabiana Marcolini

Nessun commento:

Posta un commento