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sabato 20 gennaio 2018

CECILIA GASDIA è ufficialmente il nuovo Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona - (Decreto MIBACT 19 gennaio 2018)

Dopo più di una settimana di attesa e silenzio, è giunto ieri il Decreto Ministeriale del MIBACT che ufficializza la nomina di Cecilia Gasdia a Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, così come su indicazione all'unanimità del neo-costituito Consiglio di Indirizzo del Teatro.

Di fatto la nomina della Gasdia pone termine ad un lungo periodo di gestione commissariale, il cui risultato è stato quasi esclusivamente quello di far pagare ai lavoratori il risanamento del teatro attraverso la perdita del proprio posto di lavoro, come per i 22 ballerini licenziati, o di parte del proprio salario. 

Sino ad oggi sul banco degli imputati per rispondere di responsabilità non a loro riconducibili sono stati chiamati esclusivamente i lavoratori, quanti invece abbiano avuto responsabilità per aver mal gestito (ex Sovrintendente ed ex Presidente della Fondazione) e quanti abbiano avuto responsabilità per non aver esercitato la propria funzione di controllo (ex Consiglio di Indirizzo), fino ad ora non sono stati chiamati a rispondere di nulla.

Ci si augura sinceramente che la nomina della Gasdia, unitamente ad nuovo staff dirigenziale, possa segnare un netto taglio con il passato, e che sia questo l'inizio di un nuovo corso che possa vedere attuarsi quel rilancio artistico per la Fondazione Arena ormai da troppi anni promesso e costantemente disatteso.

Ci si auspica inoltre che il nuovo corso dirigenziale possa porre in primo piano e protagonisti di un vero rilancio proprio coloro che con il proprio sacrificio economico hanno salvato il teatro, i lavoratori, fino ad ora unici finanziatori insieme al Governo della sopravvivenza della Fondazione Arena di Verona, con un occhio di riguardo soprattutto verso coloro che, pur avendo dimostrato sempre grande professionalità ed aver contribuito con passione negli anni a render "grande" il nome dell'Arena in tutto il mondo, si sono visti buttati fuori dal proprio Teatro da una "folle" ed "illogica" scelta della gestione commissariale.

di seguito il decreto ministeriale di nomina della Gasdia:



giovedì 11 gennaio 2018

Fondazione Arena: la nomina della Gasdia accende lo scontro politico - da VeronaSera


Fondazione Arena, scontro sulla nomina di Cecilia Gasdia sovrintendente
Bertucco: "Sovrintendente azzoppato, lottizzato e a digiuno di management". Tosi: "Sboarina non ha mantenuto le promesse elettorali". Ma il sindaco difende la scelta dell'ente lirico

10 gennaio 2018

La Fondazione Arena di Verona ha ripreso a camminare sulle sue gambe. L'8 gennaio scorso si è riunito il primo Consiglio di Indirizzo post commissariamento ed è stata presa la prima importante decisione: la nomina del nuovo sovrintendente dell'ente lirico. Per questo ruolo è stato scelto il soprano veronese Cecilia Gasdia, che molto probabilmente sarà coadiuvata dal manager Gianfranco De Cesaris e dall'ex sovrintendente Renzo Giacchieri.

La Fondazione Arena di Verona ha ripreso a camminare sulle sue gambe, ma si deve già difendere perché già queste prime decisioni sono state messe sotto attacco dalla politica locale.

Uscita dalla porta principale, la candidatura di De Cesaris a sovrintendente della Fondazione Arena è rientrata dalla finestra: è chiaro infatti che l'indicazione di Gasdia a sovrintendente e di De Cesaris a direttore generale è funzionale al ripristino del disegno originale del sindaco Sboarina - scrive il consigliere comunale Michele Bertucco - Proprio un bel pasticcio: non solo avremo un sovrintendente azzoppato, lottizzato e a digiuno di management, ma avremo anche un sovrintendente-ombra estraneo al settore della cultura. Di fatto queste nomine sanciscono il ritorno del metodo-Tosi che scansa ogni confronto e premia la fedeltà politica o elettorale scaricando i costi sull'ente.

Non c'era bisogno che Bertucco evocasse il nome dell'ex sindaco per stimolare l'intervento di Flavio Tosi sulla nomina di Gasdia a sovrintendente di Fondazione Arena. Per Tosi, Sboarina aveva promesso in campagna elettorale un manager di prestigio internazionale per l'ente lirico, ma "ha fatto l'opposto di ciò che aveva promesso agli elettori - ha detto Tosi ad Ansa - Ha nominato sovrintendente una figura politica, il capolista di Fratelli d'Italia alle ultime amministrative, Cecilia Gasdia. Alla quale ha affiancato due tutor, Gianfranco De Cesaris e l'ex sovrintendente Renzo Giacchieri".

La replica di Federico Sboarina è diretta proprio a Tosi.


Sulla Fondazione Arena farebbe meglio a far dimenticare alla città la sua gestione - ha detto l'attuale sindaco al suo predecessore - Dopo che l'ha portata sull'orlo del fallimento e che ha nominato un perito agrario alla sovrintendenza, forse adesso non si capacita che ci sia qualcuno, come noi, che invece alla Fondazione e ai suoi lavoratori ci tiene e che ha progetti per una delle eccellenze veronesi. Progetti che mirano a restituire dignità ai lavoratori, che contengono un piano di sviluppo e che si preoccupano di garantire le risorse necessarie. Il nostro piano di rilancio è condiviso dall’intero consiglio di indirizzo, in cui sono rappresentate per la prima volta tutte le categorie economiche veronesi, per le quali l'Arena può essere un volano di sviluppo fondamentale per la città. Dispiace sottolineare come il consigliere Tosi faccia dell'inutile sarcasmo sulla pelle dei lavoratori, grazie a lui privati dello stipendio per due mesi l'anno, mentre il corpo di ballo il lavoro lo ha perso del tutto. In questo modo, non si è nemmeno accorto che abbiamo indicato soprintendente il più grande soprano che Verona abbia espresso negli ultimi decenni.

"Nuova" Arena, nessuna cambiale in bianco - di Cesare Galla - Vvox.it


“Nuova” Arena, nessuna cambiale in bianco
Sulla neo-sovrintendente Gasdia si pone qualche interrogativo nel merito. De Cesaris dg: e la Tartarotti, che fine fa?

10 gennaio 2018

Cesare Galla
È come per gli allenatori delle squadre di calcio. Non è detto che avere giocato ad alto livello garantisca comunque una importante carriera da tecnico. Anzi, non di rado accade che i campioni del pallone deludano, una volta che prendono posto in panchina. In ogni caso, la garanzia di grandi risultati non c’è. Bisogna attendere la prova dei fatti.

Cecilia Gasdia, neo-sovrintendente della Fondazione Arena, è esattamente in questa situazione. Da soprano, ha “giocato” su palcoscenici importanti per un ventennio almeno, prima che la sua carriera, alla svolta dei primi anni Duemila, prendesse una china discendente. Sicuramente conosce il mondo dell’opera e le complesse dinamiche artistiche e personali di questo ambiente. E sicuramente è stata una cantante anomala perché musicista a tutto tondo (detiene anche un diploma in pianoforte) in un contesto nel quale almeno fino a qualche tempo fa erano ricorrenti i sussurri sul fatto che questo o quel divo a stento leggeva le note. (Adesso le cose sono molto migliorate, e le dicerie come quella su Pavarotti, per non fare nomi, sono rare o inesistenti: la preparazione musicale generale è cresciuta).

Archiviata la carriera attiva di cantante, Gasdia è passata al ruolo di insegnante, come recitano i suoi curricula: la scuola verdiana di Parma (ironia della sorte per una rossiniana d’elezione come lei), l’Accademia lirica di Verona, che ha guidato negli ultimi due anni, contribuendo a formare qualche buon manipolo di cantanti. L’incarico le era arrivato quando il sindaco di Verona era Tosi, ma lo smarcamento dalla gestione della Fondazione da parte di Girondini (fedelissimo dell’ex sindaco) era già cosa fatta la scorsa primavera, prima ancora che iniziasse la campagna elettorale. Lo aveva detto a chiare lettere nell’intervista concessa a chi scrive per Vvox: se l’Arena è in crisi, colpa di Girondini.

E non a caso Tosi la attacca duramente, anche se la sortita appare strumentale, visto che la sua compagine alle imminenti politiche è alleata con quella del sindaco. Da quando è stato eletto Federico Sboarina (lei stessa, che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie a destra, si era candidata al Comune, non eletta, con Fratelli d’Italia), al borsino delle nomine in Fondazione Gasdia era data stabilmente come futura direttrice artistica. È evidente che il braccio di ferro tra il sindaco e il ministro Franceschini ha finito per fare della sua nomina la soluzione di mediazione indispensabile per uscire dall’impasse. Una soluzione che almeno in parte può soddisfare il ministro e non sconfessa Sboarina, che ha solo dovuto rimescolare un po’ le carte della sua “formazione” per ottenere il via libera.

A quanto si dice, infatti, Gianfranco De Cesaris è pronto per diventare il direttore generale della Fondazione, mentre la consulenza artistica di Renzo Giacchieri rimane più che un’ipotesi. Operazione non proprio a costo zero: se non è assurdo pensare che Gasdia potrebbe accontentarsi di uno stipendio un po’ più basso di quelli di Polo e Girondini, che viaggiavano intorno ai 200 mila euro annui, la convenienza economica di accorpare le mansioni di sovrintendente e direttore artistico viene annullata dalla consulenza. E se De Cesaris diventerà direttore generale, resta da capire come si risolverà il fatto che l’incarico in Fondazione c’è già e lo detiene, pagata oltre 130 mila euro all’anno, l’avv. Francesca Tartarotti, assunta da Tosi e Girondini a inizio 2016 e in scadenza solo a settembre 2020. La risoluzione di quel contratto potrebbe risultare assai onerosa.

Come che sia, gli interrogativi sulla sovrintendenza di Cecilia Gasdia non mancano. Oltre la sua competenza musicale specifica, e tenuto conto della “passione areniana” che la anima fin dall’età giovanile, la sua esperienza specifica nella gestione di una Fondazione in pratica non esiste, per quanto lei stessa, nella citata intervista, si fosse di fatto auto-candidata, dicendosi sicura di avere le competenze necessarie. Né assicura che ad affiancarla sul versante dei conti possa essere un manager come De Cesaris, che di “quel” tipo di conti non risulta sappia nulla. A questo punto, la presenza di Giacchieri potrebbe servire proprio a colmare il vuoto di esperienza, anche se anche lui è fuori dal giro delle gestioni operistiche ormai da un quindicennio.

Servirà questo mix di new entry e vecchie glorie a rilanciare l’Arena? Per saperlo, non resta che attendere e vedere, come dicono gli inglesi. Sperando che il nuovo management non perda di vista un dato di fatto: il conto della crisi lo hanno pagato i dipendenti. Per questo, e per il senso di appartenenza e la professionalità dimostrati in questi tre anni terribili, qualsiasi piano di rilancio deve partire da loro e deve farne dei protagonisti. Dimenticarlo o ignorarlo sarebbe come portare subito la nave sulla rotta che finisce sugli scogli.

mercoledì 10 gennaio 2018

Cecilia Gasdia è il nuovo Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona - Rassegna Stampa - 9 gennaio 2018


Cecilia Gasdia sovraintendente della Fondazione Arena di Verona
Il soprano veronese è stata designata all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo della Fondazione lirica Arena di Verona

 Stefano Nardelli

09 GENNAIO 2018



Cecilia Gasdia sovraintendente della Fondazione Arena di Verona
Cecilia Gasdia sarà il nuovo sovraintendente della Fondazione lirica Arena di Verona. Dopo un lungo periodo di commissariamento a causa della difficile situazione finanziaria della Fondazione, nella sua prima riunione, il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Arena di Verona, presieduto dal sindaco della città Federico Sboarina, indipendente sostenuto da una maggioranza di centro-destra, si è espresso all’unanimità in favore del soprano veronese. Una volta formalizzata la nomina da parte del Ministro della Cultura e del Turismo, Dario Franceschini, la Gasdia prenderà il posto di Giuliano Polo, nominato un anno e mezzo fa al vertice della Fondazione dall’allora commissario straordinario Carlo Fuortes. Accanto all’incarico di sovraintendente, la Gasdia affiancherà quello di direttore artistico. La Fondazione Arena di Verona ha circa 300 dipendenti fissi, che salgono a 1000 nei mesi della programmazione estiva.

La cinquantasettenne Cecilia Gasdia vanta una carriera lirica ultratrentennale, iniziata proprio come comparsa nell’anfiteatro della città veneta e decollata dopo l’avventurosa sostituzione della catalana Montserrat Caballé, spiaggiata dal fiasco scaligero dell’Anna Bolena nel 1982. Negli ultimi anni la cantante è stata meno attiva sulle scene liriche pur senza abbandonare il mondo dell’opera: dal 2015 guida l’Opera Academy Verona, un consorzio privato finanziato dalla Regione Veneto e dal Ministero della Pubblica Istruzione con forti legami con la Fondazione Arena e dal 2017 è docente all'Accademia verdiana del Teatro Regio di Parma. Risale allo scorso maggio la sua discesa in politica come capolista di Fratelli d’Italia, lista che ha sostenuto attivamente la corsa dell’attuale sindaco Sboarina, non nascondendo le sue ambizioni a guidare la Fondazione areniana.

Ovviamente grande è la soddisfazione espressa da Cecilia Gasdia all’indomani della nomina: «È per me una grande emozione essendo nata come artista all'Arena di Verona dove, tra l'altro, ho cominciato a far la comparsa all'età di solo quindici anni. Farò del mio meglio per contribuire al rilancio della Fondazione lirica a livello internazionale». Dal canto loro, le opposizioni all’attuale maggioranza di centro-destra che guida la città, non si dicono affatto soddisfatte e dichiarano: «Evidentemente debiti politici pregressi hanno prevalso sulla razionalità. La mancanza di condivisione e di confronto franco e aperto sull’indicazione del sovrintendente rischia di portare in eredità alla Fondazione Arena soluzioni di ripiego».

Al di là delle polemiche politiche, l’impegno dei nuovi amministratori ci vorrà davvero tutto per cercare di alleggerire la Fondazione del fardello di 30 milioni di debito accumulato sotto le passate gestioni, nonostante un enorme potenziale di pubblico (l’anfiteatro romano può accogliere fino a 15 mila spettatori a recita) e il forte richiamo internazionale, e rilanciarne definitivamente l’attività.


martedì 9 gennaio 2018







Fondazione Arena. Il Consiglio di indirizzo indica il nuovo Sovrintendente
Si tratta di Cecilia Gasdia, cantante lirica di fama internazionale che in oltre 30 anni di carriera ha interpretato più di 90 ruoli operistici e dal 2015 dirige l’accademia per l’Opera Italiana a Verona

9 gennaio 2018

Si è tenuto nel pomeriggio dell'8 gennaio il primo incontro del Consiglio di indirizzo della Fondazione Arena, al termine del periodo di Commissariamento.
A presiedere il Sindaco Federico Sboarina, in qualità di presidente della Fondazione Arena. Il Consiglio è composto da Michele Bauli nominato dal Comune, Gabriele Maestrelli dalla Regione, Flavio Piva dal Ministero dei Beni culturali e Giuseppe Riello dalla Camera di Commercio, socio privato.
Durante l’incontro, al primo punto dell’ordine dei lavori, è stato indicato il nome del soprano veronese Cecilia Gasdia quale nuovo Sovrintendente. L’indicazione sarà ora trasmessa al Ministero per l’atto ufficiale di nomina.

Cantante lirica di fama internazionale, Cecilia Gasdia ha interpretato, in oltre 30 anni di carriera, più di 90 ruoli operistici, rappresentando ancora oggi una delle più affermate cantanti liriche italiane.
Dal 2015 dirige l’accademia per l’Opera Italiana a Verona e dal 2017 è docente presso l’Accademia verdiana del Teatro Regio di Parma.

Chi invece è sembrato rimanere perplesso per questa scelta è il gruppo consiliare del Partito Democratico composto da Carla Padovani, Stefano Vallani, Elisa la Paglia e Federico Benini, insieme a Tommaso Ferrari del Gruppo Verona Civica.

Non si capisce bene quale sia il criterio che ha guidato il Sindaco Sboarina a passare da Gianfranco De Cesaris, un manager di punta ma senza esperienza in campo culturale, a Cecilia Gasdia, nome noto nel settore ma solo per meriti artistici, non certo manageriali. E' Sboarina che contraddice se stesso. Nella situazione in cui si trova la Fondazione Arena l’improvvisazione dovrebbe essere evitata, tanto più che Gasdia era già stata prescelta per il ruolo di direttore artistico. Coprire una casella per lasciarne scoperta un’altra è indice di poca lucidità. L’imbarazzo della scelta avrebbe potuto essere proficuamente risolto con un bando pubblico per l’individuazione del profilo professionale e manageriale migliore. Evidentemente debiti politici pregressi hanno prevalso sulla razionalità. La mancanza di condivisione e di un confronto franco e aperto sull’indicazione del Sovrintendente rischia di portare in eredità alla Fondazione Arena soluzioni di ripiego.







venerdì 8 dicembre 2017

Fondazione Arena: Toto nomine per Cdi e Sovrintendenza - Rassegna Stampa - 3 dicembre 2017 (Corriere di Verona)


Arena, da Orazi a Meli e Terracini Sovrintendenza, primi curriculum
Polemici i tosiani sull’extra lirica: «Ma qual è il ruolo di Mazzi?»

3 dicembre 2017

Le nomine: Il nuovo Consiglio di Indirizzo della Fondazione Arena sarà composto dal presidente (il sindaco) e altri 4 membri: uno per il Comune, uno per la Regione (Maistrelli, c’è già) e uno per il governo

L'Anfiteatro - L'ultimo allestimento del Nabucco in Arena
durante il festival lirico estivo (archivio)
Ore febbrili in Fondazione Arena. Palazzo Barbieri ha annunciato che il nuovo Consiglio d’Indirizzo è praticamente fatto: i due rappresentanti del Comune sono già stati scelti dal sindaco, hanno dato il loro assenso e saranno nominati prima del 23 dicembre (scadenza di mandato del sovrintendentecommissario, Giuliano Polo). Per la sovrintendenza, gran favorito lo stesso Polo, con Cecilia Gasdia direttore artistico. Ma per il primo e più importante incarico sarebbero disponibili anche altre candidature. Con curriculum di rilievo. Ci sarebbero tra gli altri quelli dell’ex sovrintendente areniano Claudio Orazi (2002-2008), dell’ex sovrintendente della Scala di Milano Mauro Meli, del direttore artistico dell’Opera Australia, Lyndon Terracini.

E intanto è polemica anche sull’extra lirica. Risultano già in arrivo Claudio Baglioni in aprile, Jovanotti e Sam Smith in maggio, i Deep Purple il 18 luglio. "Il sindaco aveva promesso che luglio e agosto sarebbero stati riservati solo all’opera lirica – ricorda il capogruppo tosiano Alberto Bozza – ma non ci pare s’intenda mantenere la promessa. E poi – aggiunge – piacerebbe sapere chi stila questo cartellone: ormai da più fonti ci giunge notizia che Gian Marco Mazzi (l’ex direttore artistico del Festival di Sanremo che già collaborava con Girondini agli albori di Arena Extra ndr) da tempo stia incontrando i vari produttori  artisti nazionali e internazionali, di spettacoli proprio sulla programmazione in Arena. Ma che ruolo ha Mazzi? Qual è l’incarico che ha ricevuto? E quando Mazzi incontri i produttori per parlare di produzioni o spettacoli in Arena e a Verona il Comune è tutelato da un patto di riservatezza? Su questo – conclude Bozza – chiederemo lumi nelle apposite sedi».

Sul tema interviene anche Michele Bertucco, secondo il quale «l’indicazione del rappresentante comunale nel Consiglio di Indirizzo deve seguire criteri di reale competenza e professionalità e non cedere, come ha già fatto la Regione, ai soliti criteri di fedeltà politica. Per quanto riguarda il sovrintendente, - afferma Bertucco - il metro di paragone è dato dai risultati già ottenuti dal sovrintendente Polo che ha saputo risollevare la Fondazione dall’azione demolitoria di Tosi e Girondini».

Lillo Aldegheri

venerdì 24 novembre 2017

I TEMPI LUNGHI DELLA POLITICA PARTORIRANNO I SOLITI CAMERIERI? - Comitato pro Fondazione Arena

Sinceramente vorremmo dire che tutta questa lunga (troppo lunga) esitazione nel dare una nuova guida chiara e forte alla Fondazione Arena non ci piace, perchè ci fa pensare male, che alla fine il risultato non sia quello che avremmo tutti ragione di aspettarci, cioè un forte rilancio della Fondazione Arena «in direzione ostinata e contraria» rispetto agli anni della gestione Tosi Girondini.

Napoleone diceva di «poter perdere una battaglia, non un secondo» e il Sindaco e i suoi uomini (troppi?) hanno riflettuto troppo a lungo per poter produrre qualcosa di efficace. La mediazione non è una ricetta buona per tutte le stagioni e quella dell'Arena (sull'orlo del baratro!) è una situazione da intervento chirurgico urgente non da cure omeopatiche...
Al primo posto c'è il fatto che la necessaria rivoluzione nella conduzione della Fondazione dovrà partire dalla presa d'atto concreta che la Fondazione stessa è stata salvata contro la volontà di tutti solo grazie alla disponibilità dei lavoratori, tante volte scellerati, ma questa volta unici soggetti ad essere responsabili e consapevoli dei rischi.
I lavoratori infatti hanno salvato due volte la Fondazione. Una prima volta con i loro sacrifici economici. Una seconda sostenendo - certamente a naso turato - con il loro voto Sboarina nel ballottaggio nei confronti della continuatrice della linea Tosi-Girondini.

«Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato» è certamente la legge che governa la politica italiana, ma ora non potrà essere applicata impunemente e nuovamente alla Fondazione Arena.

Noi siamo pronti a tutto, anche ad aprire una nuova sottoscrizione nazionale, nel caso che il ruolo dei lavoratori non sia esplicitamente riconosciuto in sede di nomina del CdI della Fondazione. La Fondazione deve essere salvata, sopratutto dalla politica incerta.

La prima fondamentale rivoluzione per la Fondazione Arena è infatti che la politica si faccia da parte. Nomini persone competenti e non camerieri ai vertici della Fondazione, che possano, liberi da ogni vincolo di basso potere cittadino, riportare l'Arena ai livelli europei che le competono. Il resto verrà da sé.

Comitato Pro Fondazione Arena

ARENA EXTRA: Tosi e Girondini indagati per falso in bilancio - Rassegna Stampa - 24 novembre 2017 (Corriere Veneto e L'Arena)


Operazione Arena Extra, Tosi e Girondini indagati per falso in bilancio.
Ma la procura pensa all'archiviazione
Ordinanza del gip Donati, ma non c'è richiesta di proroga d'indagini. L'ex sindaco non commenta


Falso in bilancio, indagato l’ex sindaco di Verona Tosi Nei guai anche l’ex sovrintendente Girondini.
Ma la procura potrebbe chiedere l’archiviazione
Corriere del Veneto (Venezia e Mestre)

24 novembre 2017

VERONA Nel fascicolo tornato sulla scrivania del pm Giovanni Pietro Pascucci sono stati iscritti due nomi, ma, a meno di clamorosi colpi di scena in grado di scatenare il proverbiale «terremoto politico», il destino dell’inchiesta sui bilanci di Fondazione Arena e Arena Extra, sembra ormai incanalato lungo binari ben precisi. Con un’altrettanto precisa destinazione: quella dell’archiviazione.


L’ex sindaco Flavio Tosi (allora presidente del consiglio d’indirizzo di Fondazione Arena) e l’allora sovrintendente Francesco Girondini sono stati iscritti nel registro degli indagati. Un atto dovuto, disposto dal gip Laura Donati dopo che il pm Pascucci aveva chiesto l’archiviazione del procedimento contro ignoti avviato sulla base di un esposto presentato dal consigliere comunale Michele Bertucco (all’epoca dei fatti capogruppo del Pd, ora esponente di «Sinistra in Comune») che denunciava come «finanza creativa» l’operazione da 12 milioni cui la Fondazione Arena, con l’obiettivo di chiedere il bilancio in pareggio, vendeva alla sua controllata circa 4mila bozzetti e figurini, l’archivio fotografico quello multimediale. La procura, che inizialmente aveva indagato seguendo l’ipotesi dell’abuso d’ufficio, ravvisando i contorni di un presunto falso in bilancio, aveva affidato l’indagine al pm Pascucci che già nel gennaio del 2016 aveva avanzato richiesta di archiviazione per quel fascicolo aperto contro ignoti. Richiesta contro la quale si erano opposti a luglio dello stesso anno Bertucco e il suo legale. Il gip Laura Donati analizzando gli atti, ha ritenuto iscrivibili in veste di indagati sia Tosi che Girondini. E ha emesso un’ordinanza per invitare il pm a iscrivere i due nel fascicolo. Ma il provvedimento non dispone né una formulazione di un capo di imputazione, né tantomeno una proroga delle indagini. In altre parole, il gip si è limitato a ordinare l’iscrizione dei nomi nel registro, senza imporre nuove azioni al pm che aveva già chiesto l’archiviazione. Rebus sic stantibus, è assai difficile ipotizzare che il quadro accusatorio possa cambiare all’improvviso. E, con ogni probabilità, nelle prossime settimane partirà una nuova richiesta di archiviazione. Nessun commento da parte dell’ex sindaco. Ma dal suo entourage ieri filtrava assoluta tranquillità. Complice anche il recente accordo raggiunto tra la Fondazione e l’Agenzia delle Entrate: sull’operazione Arena Extra, la guardia di finanza aveva riscontrato un mancato pagamento dell’Iva e l’Agenzia delle Entrate aveva fatto scattare una multa da 3,2 milioni. A seguito di trattativa, si è arrivati a una sanzione di 800mila euro che, oltre al notevole risparmio, ha consentito di evitare risvolti penali alla vicenda.

Enrico Presazzi



IL CALVARIO DELLA LIRICA.
Bozzetti, costumi e archivio erano stati valutati 12 milioni. Troppo?
FONDAZIONE ARENA, c'è l'inchiesta sui conti
L'esposto non va in archivio ma si devono individuare gli eventuali responsabili. Nel mirino la precedente gestione e i suoi vertici

venerdì 24 novembre 2017 CRONACA, pagina 13

La Fondazione lirica ha avuto debiti per 28 milioni. Flavio Tosi
all'epoca era presidente della Fondazione Arena e Francesco
Girondini ricopriva il ruolo di sovrintendente
Costumi areniani, bozzetti e figurini oltre all'archivio fotografico e a quello multimediale: fu relativamente alla cessione di questi beni (del valore di 12 milioni di euro) da parte di Fondazione Arena alla società Arena Extra, sua controllata, che venne depositato un esposto in Procura e aperto un fascicolo di indagine «a carico di persone da individuare». Alcuni giorni fa, a fronte di una richiesta di archiviazione, il gip ha restituito il fascicolo al pm affinchè proceda all'individuazione di eventuali responsabili. E l'indagine prosegue.

Una vicenda che nel 2014 animò lo scontro politico: da una parte i consiglieri del Pd e il capogruppo, Michele Bertucco, dall'altra l'allora sovrintendente Francesco Girondini e il presidente del Cda Flavio Tosi.

I componenti della minoranza definirono il conto della Fondazione Arena un esempio di «finanza creativa» riferendosi a un conferimento straordinario della Fondazione alla controllata Arena Extra, alla voce «altri beni», di 12,3 milioni di euro che, tolti i 5 milioni di ammortamento residui, si sarebbe trasformato in un credito di oltre 7 milioni per la Fondazione nei confronti di Verona Extra.

I veleni della politica, poi una segnalazione in Procura che faceva riferimento ad uno scritto anonimo inviato, a fine ottobre e a fine novembre 2014, oltre che al presidente della Corte dei Conti al sindaco (all'epoca Flavio Tosi), al ministro per i Beni e le attività culturali e al procuratore Giulio Schinaia, anche a tutti i capogruppo in Consiglio Comunale.

Quello che si sosteneva - e che poi era diventato oggetto dell'indagine per la quale era stata chiesta l'archiviazione - era che la Fondazione, per appianare una perdita, avrebbe venduto 8.825 costumi areniani, 3.850 bozzetti e figurini oltre all'archivio fotografico e multimediale per circa 7 milioni di euro. Solo che, si obiettava, Arena Extra non avrebbe avuto liquidità sufficiente a pagare l'importo e pertanto il disavanzo sarebbe rimasto.
Il Cda della Fondazione approvò con delibera il conferimento di ramo d'azienda alla società partecipata al 100% ma, si obiettava nello scritto, nelle casse della Fondazione non sarebbe mai entrato nulla, poiché Arena Extra era incapiente e già in debito, tra l'altro, con la Fondazione.

Nel 2014 l'apertura del fascicolo d'indagine, a carico di persone da individuare, sulla base dello scritto anonimo poi integrato dall'esposto presentato da Michele Bertucco (assistito dall'avvocato Luca Tirapelle) che sollevava perplessità circa la regolarità dei trasferimenti di beni che trovavano giustificazione nella necessità di raggiungere il «pareggio di bilancio». Stando a quanto deliberato dal Cda gli archivi erano stati «ceduti» con la motivazione che la Fondazione non fosse in grado di valorizzarli adeguatamente.
Ma, si osserva nell'esposto, dal 2013 al 2016 il loro valore sarebbe rimasto lo stesso: erano stati valutati più di 12 milioni euro e non hanno subito diminuzioni a titolo di ammortamento.

Fabiana Marcolini

Fondazione Arena: accordo con l'Agenzia delle Entrate, il Teatro pagherà 800 mila euro sui 3,2 milioni di multa per l'iva evasa per la "cessione di beni" ad Arena Extra nel 2012 - Rassegna Stampa - 23 novembre 2017 (Corriere di Verona)



Iva sui bozzetti ceduti ad Arena Extra, accordo con l’Agenzia delle Entrate Fondazione pagherà 800 mila euro
La multa era di 3,2 milioni. Casali: sanati i disastri di Tosi. L’ex sindaco: perdete tempo

Giovedì 23 novembre 2017

VERONA La Fondazione Arena …risparmia oltre due milioni di euro e si appresta ad avere il suo nuovo Consiglio d’Indirizzo, probabilmente entro l’antivigilia di Natale, quando scadrà il mandato dell’attuale commissario-sovrintendente, Giuliano Polo.

Le novità sono emerse ieri sera, al termine di una convulsa giornata di polemiche, accuse e controaccuse. A dar fuoco alle polveri era stato l’ex sindaco Flavio Tosi, secondo il quale «l’inerzia del sindaco Sboarina, che non procede ancora alla ricostituzione del Comitato di Indirizzo di Fondazione Arena, è allarmante e potrebbe comportare effetti molto gravi». A parere di Tosi, infatti, «il limbo gestionale in cui ci si trova è a dir poco imbarazzante, e la preoccupazione per questo stallo viene espressa anche in una nota delle sigle sindacali, perché Fondazione, i suoi dipendenti e i cittadini, stanno subendo gli effetti della nota frattura all’interno della maggioranza di Sboarina. Quest’ultimo – aggiunge - vorrebbe riconfermare l’ex sindacalista Polo, mentre la componente che fa riferimento a Stefano Casali ha evidentemente un amico da sostenere. Risultato? Blocco totale. Ed il rischio, ora, - conclude l’ex sindaco - come sottolineano i rappresentanti dei lavoratori nella nota che hanno inviato anche al governo e alla Regione, è che si ritorni allo stesso punto di due anni fa». Immediata la replica di Stefano Casali, secondo il quale «ormai le dichiarazioni di Tosi hanno superato la fase del ridicolo e sono solo sgradevoli. È stata sua – aggiunge il consigliere regionale – la gestione che ha portato l’Arena a un passo dalla liquidazione-fallimento. Quanto a me e Sboarina, esiste una convergenza assoluta, tant’è vero – rivela Casali – che nei prossimi giorni, avendo il sindaco risolto, almeno parzialmente, i disastri contabili-tributari generati da Tosi, sarà presentato il Piano di rilancio».


Ma quali sono quei «disastri contabili-tributari» citati da Casali? Tutto risale alla famosa vendita ad Arena Extra dell’archivio bozzetti, allestimenti e figurini. Una cessione più volte contestata e per la quale Michele Bertucco aveva rivelato come fosse stato necessario accantonare un milione e 688 mila euro nel bilancio areniano, in vista di una contestazione della Guardia di Finanza, secondo cui quella non era una «cessione di ramo d’azienda« bensì una «cessione di beni« su cui andava pagata l’Iva. La contestazione delle Fiamme Gialle era di marzo, ma poi era arrivata la relativa multa della Agenzia delle Entrate, di 3,2 milioni. Ne è seguita una trattativa e tramite la norma di «Adesione all’accertamento» si è arrivati a una sanzione di 800 mila euro (505 mila di multa e il rimanente di interessi con pagamenti in 16 rate), risparmiando appunto 2 milioni e 400 mila euro. E adesso si guarda avanti. Come dice Casali, nei prossimi giorni uscirà il Piano di rilancio. E intanto il nuovo Consiglio d’Indirizzo sarebbe quasi pronto: i due rappresentanti del Comune di Verona sono stati scelti dal sindaco, che li ha già incontrati ricevendone il pieno assenso. Il rappresentante della Regione c’è già, ed è Gabriele Maestrelli. Se arriveranno presto i due rappresentanti governativi, per la Fondazione Arena tornerà finalmente la «normalità» assoluta. O quasi.

Lillo Aldegheri

sabato 11 novembre 2017

Scuole di Danza al Teatro Filarmonico al posto del Corpo di Ballo di professionisti dismesso: Lettera FIALS/CISAL all'Assessore alla Cultura del Comune di Verona

L'Assessore Francesca Briani
In merito alla questione affrontata in un recente articolo su questo blog, ed inerente il moltiplicarsi delle proposte di spettacoli di balletto organizzate dalle scuole di danza di Verona che, con sempre maggiore frequenza vanno ad occupare il vuoto di programmazione lasciato sul palcoscenico del Teatro Filarmonico dalla soppressione del Corpo di Ballo della Fondazione Arena, riportiamo questa lettera inviata dalla Segreteria Provinciale FIALS/CISAL all'neo-Assessore Cultura, Turismo, Manifestazioni e Pari opportunità del Comune di Verona, dott.sa Francesca Briani.

"Gent. Assessore Avv. F. Briani,

le evidenziamo per quanto di nostra pertinenza come FIALS della Fondazione Arena di Verona la locandina allegata circa la rappresentazione del balletto “Lo Schiaccianoci” del prossimo 26 Novembre al Teatro Filarmonico eseguito da giovani interpreti della Compagnia Junior del Balletto di Verona (?) i cui ruoli principali saranno interpretati da ballerini del Teatro dell’Opera di Vienna.

Pur a conoscenza della convenzione in essere per l’affitto del Teatro Filarmonico - consapevoli dell’attuale sospensione bimestrale d’attività della Fondazione prevista dal piano di risanamento appena approvato - denunciamo come paradossale che il palcoscenico del nostro Teatro Filarmonico ospiti uno spettacolo di Balletto dato il recente licenziamento del Corpo di Ballo stabile della Fondazione.

Corre l’obbligo qui ricordarLe che il piano di risanamento ha perseguito il taglio di attività del Corpo di Ballo stabile e non consente attività di Balletto nel triennio 2016-18, se non per esigenze di partitura della lirica.

In soldoni, a Verona assistiamo allo scempio della nostra produzione di danza per poi rincorrere chi la danza invece la produce per la circuitazione e beffardamente la ripropone nel palcoscenico del nostro Teatro Filarmonico.

Questo evento, come altri simili, riflette comunque l’esigenza della città di una programmazione di Balletto, evidenzia ancor più la scelta scellerata e inutile della scomparsa del nostro Corpo di Ballo confermando i nostri sospetti che la sua liquidazione sia stata strumentale all’inserimento di altre offerte culturali che, millantando professionalità, altro non sono che scuole di danza.

Auspichiamo un suo inciso a superare questa contraddizione che, per noi addetti ai lavori, risulta offensiva per gli artisti esautorati della loro professione nonché per la città di Verona privata di un tassello importante della propria produzione culturale.

Certi della sua comprensione e sostegno, porgiamo cordiali saluti.

Segreteria Provinciale FIALS/CISAL di Verona
Dario Carbone

Claudia Meneghelli"

venerdì 10 novembre 2017

La Camera ha approvato la Legge sullo spettacolo dal vivo. L'esercito della danza prosegue inarrestabile - da DanceHallNews.it


La Camera ha approvato la Legge sullo spettacolo dal vivo. L’esercito della danza prosegue inarrestabile


8 novembre 2017

Nella giornata di oggi, 8 novembre 2017, la Camera ha approvato definitivamente la legge sullo spettacolo dal vivo, già passata al Senato a fine settembre. A giorni la legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Dopo 71 anni di attesa, la Repubblica Italiana ha finalmente una legge in materia.

Ecco le principali novità della legge sullo spettacolo dal vivo, così come riportate da Ansa:

  • Aumentano le risorse per lo spettacolo: +19milioni di euro per i prossimi 2 anni e +22,5milioni di euro dal 2020 La riforma incrementa sensibilmente le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo con fondi pari a +9.5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020.
  • 4 milioni di euro per spettacoli nelle zone del sisma. La legge autorizza la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia.
  • Estensione dell’ArtBonus a tutti i settori dello spettacolo. La riforma estende l’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo: grazie al provvedimento anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno avvalersi del credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.
  • Stabilizzazione del Tax credit musica. La legge stabilizza il tax credit musica, beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti, con oneri pari a 4.5 milioni di euro a decorrere dal 2018.
  • Sostegno statale a nuovi settori dello spettacolo Grazie a questa riforma, il sostegno statale allo spettacolo dal vivo si estende alla musica popolare contemporanea, ai carnevali storici e alle rievocazioni storiche e verrà riconosciuto il valore di diverse forme di spettacolo, tra cui le pratiche artistiche amatoriali, le espressioni artistiche della canzone popolare d’autore, il teatro di figura, gli artisti di strada.
  • Aggiornamento delle norme sulle Fondazioni lirico sinfoniche. Viene aggiornata la disciplina delle fondazioni lirico-sinfoniche, che godranno di un fondo specifico governato da nuovi criteri di erogazione dei contributi statali, parametrati in base alle risorse ricevute da privati, Regioni e Enti Locali e alle capacità gestionali dimostrate.
  • Superamento degli animali nei circhi. Le nuove norme prevedono il graduale superamento dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante.
  • Nasce il Consiglio superiore dello Spettacolo. Nasce il Consiglio superiore dello spettacolo, organismo consultivo del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo che sostituisce la Consulta per lo spettacolo. Il Consiglio avrà compiti di consulenza e supporto nell’elaborazione e attuazione delle politiche di settore, nonché nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo.


In merito alla nuova legge sullo spettacolo dal vivo appena approvata alla Camera, Filippo Sugar, Presidente di SIAE, esprime grande soddisfazione per il riconoscimento della musica popolare come forma d’arte e parte integrante del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese.

Il Maestro Mogol commenta: “Esprimo la mia gratitudine e i miei più sinceri complimenti al Ministro Dario Franceschini. Sono veramente orgoglioso che, finalmente, una legge dello Stato riconosca anche e soprattutto lo straordinario valore culturale della musica popolare, che ha altresì una fondamentale valenza educativa per le nuove generazioni e non solo”.

Anche C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea offre il suo commento alla vittoria ottenuta:

“Nel ringraziare i parlamentari di questa XVII legislatura, C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea esprime la propria soddisfazione per questo risultato ed è lieto di aver contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo, con incontri, convegni, idee, suggerimenti, audizioni ufficiali in Parlamento, come se tutto quel patrimonio di creatività, di bellezza, di valore, di lavoro, di imprenditoria, che è da sempre il mondo dello spettacolo dal vivo fosse stato finalmente scorto dal legislatore che se ne è infine occupato.

La legge ha qualche difetto, dobbiamo dirlo, il principale è aver mischiato allo spettacolo dal vivo i carnevali e le rievocazioni storiche. Un altro difetto è aver voluto inserire nella legge anche il riconoscimento alle pratiche artistiche a carattere amatoriale, non perché non siano importanti, ma forse era necessario evitare ogni confusione e sovrapposizione con chi si occupa di spettacolo in modo professionale, in un mondo dove già c’è molta confusione. Si erano poi fatte promesse di aumento del Fondo Unico dello Spettacolo fino a far immaginare oltre 100 milioni all’anno, invece l’aumento è ben poca cosa, 9,5 milioni nel 2018 e 2019 e 22,5 milioni nel 2020. Non è molto, ma è comunque un aumento.

Ma ci sono – soprattutto – molti elementi positivi in questa legge, che è essenzialmente una legge di principi generali: ci sono vari e chiari riferimenti al valore dei linguaggi innovativi, della ricerca e della contemporaneità, ci sono molte sottolineature sull’importanza dell’investimento pubblico sui giovani artisti e sui giovani spettatori, sono incentivate le relazioni con la scuola – investendo in questo il 3% del Fondo Unico dello Spettacolo – si parla di riequilibrio territoriale tra Nord e Sud, di far crescere domanda e offerta di spettacolo, si dice di voler investire sui processi di internazionalizzazione, si dichiara di voler puntare alla tutela e alla valorizzazione professionale dei lavoratori, comprendendo le specificità professionali di chi opera in questo settore, si intende procedere allo snellimento delle procedure burocratiche per le autorizzazioni di pubblico spettacolo, si istituisce il Consiglio Superiore dello Spettacolo come organo consultivo, si estende l’accesso ai benefici dell’art bonus a quasi tutti i soggetti del settore riconosciuti dal MIBACT, si fa riferimento ai centri di sperimentazione e di ricerca, ai circuiti, alle residenze. Si parla di noi, operatori dello spettacolo dal vivo, finalmente, di quello che siamo e che facciamo ogni giorno sui palcoscenici di questo Paese e rappresentando l’Italia all’estero.

Adesso il Governo ha 12 mesi di tempo per adottare uno o più Decreti Attuativi che si chiameranno “Codice dello Spettacolo”.

C.Re.S.Co rassicura che ci sarà, vigilerà, proporrà, sorveglierà, perché si apre adesso la partita più delicata.
Ma oggi diciamoci “bravi” tutti insieme, con gli artisti, i tecnici, gli imprenditori del settore, gli organizzatori, gli amministrativi, coloro che in questo settore si occupano di comunicazione, con tutti i lavoratori dello spettacolo, e diciamo bravi anche ai politici di maggioranza e di opposizione che ci hanno creduto – primi tra tutti la Senatrice Rosa Maria Di Giorgi e il Deputato Roberto Rampi –, alle associazioni di categoria, ai funzionari del MIBACT e degli Enti locali, perché se questa legge esiste è perché siamo stati finalmente capaci, tutti insieme, di esserci e di raccontarci.”

Tra i più attivi in quella che potremmo chiamare battaglia in difesa delle fondazioni, dei corpi di ballo e della danza italiana, anche il Maestro Luciano Cannito condivide la notizia sulla sua pagina Facebook, esprimendo tutta la sua soddisfazione.

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MERCOLEDÌ 08 NOVEMBRE 2017 14.45.03

Omniroma-DDL SPETTACOLO, MURGIA-RIZZETTO-MOLLICONE (FDI): BENE OK A ODG SU CORPO DI BALLO (OMNIROMA) Roma, 08 NOV – “Riteniamo positivo che la maggioranza abbia accolto il nostro ordine del giorno sul Corpo di Ballo nelle fondazioni lirico-sinfoniche. Il generico provvedimento sul Codice dello Spettacolo presenta evidenti lacune nella programmazione degli interventi di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio artistico italiano e, in particolare, del balletto italiano a favore di produzioni e qualità straniere. La genericità delle norme contenute non può essere affatto sottovalutata: già le fondazioni si ritrovano ad acquistare e produrre spettacoli dall’estero utilizzando ben il 75% dei trasferimenti statali. È una prassi consolidata che non aiuta la nascita di talenti nei nostri confini. Il Governo è ora incaricato di trovare le modalità per garantire ai Corpi di Ballo la giusta valorizzazione tramite la loro organicità alle fondazioni lirico-sinfoniche con nuove modalità organizzative. Fratelli d’Italia si impegna a vigilare sul giusto operato in merito.” Così in una nota Bruno MURGIA, deputato Fratelli d’Italia-AN e membro della commissione Cultura; Walter Rizzetto, Vicepresidente della Commissione Lavoro; Federico Mollicone, responsabile nazionale comunicazione Fratelli d’Italia-AN.

Lettera di Dario Carbone, Segretario Fials-Cisal di Verona in replica a Giorgio Benati circa il rinnovo dell'integrativo dei lavoratori di FAV

Riportiamo questa lettera pubblicata oggi dal Corriere di Verona a firma del Segretario della Fials-Cisal prof. Dario Carbone, in merito agli ultimi interventi riportati a mezzo stampa da parte del prof. Giorgio Benati circa la situazione della Fondazione Arena (vedi art. Corriere di Verona 5 nov 2017).
Di seguito la pronta risposta del prof. Benati che, ancor prima della pubblicazione della lettera del prof. Carbone, aveva già pronta la replica.

CORRIERE DEL VENETO - Venerdì, 10 novembre 2017

il prof. Dario Carbone
VERONA - Ancora una volta il professor Giorgio Benati interviene su Fondazione Arena con una forma documentale scarsa, quantomeno inappropriata. Già un anno fa in occasione della nomina del Sovrintendente Giuliano Polo ebbe a scrivere circa l’irregolarità di tale nomina cadendo in errori giuridici e legislativi lapalissiani. Ancora pochi mesi fa si pronunciò impropriamente come sopra circa l’applicabilità del contratto aziendale vigente rispetto alla Legge Bray, smentito dai fatti. Oggi rinnova il malcelato livore verso la normalizzazione gestionale della Fondazione inserendo a gamba tesa la trattativa sindacale di rinnovo del contratto quale ulteriore passo falso. Con la sottoscrizione, come sindacato firmatario, del nuovo contratto aziendale riteniamo di aver salvaguardato e messo in sicurezza sino al 2018 i salari dei lavoratori che sono ad oggi gli unici a pagare il prezzo della gestione Tosi-Girondini che ha condotto al noto dissesto economico per la quale reclamiamo azioni di responsabilità patrimoniale verso tutti i responsabili, Presidenti, Sovrintendenti e Consiglieri. Ci sarebbe piaciuto sicuramente aumentare i salari fermi dal 2003: purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con ciò che abbiamo, cioè zero risorse per la nota situazione. Non c’è stato alcun «mercanteggio» delle indennità, come esplicita Benati, perché tutte hanno una ragione d’essere ineludibile. Non si preoccupi quindi l’autore sulle condizioni ottimali dei lavoratori: essi sono eccellenti e professionali comunque, anche se pagati poco, e di ciò ne hanno dato ampia dimostrazione con le ultime stagioni liriche. Le indennità di trasferta sono stabilite dalle tabelle ministeriali. Non è vero, come affermato da Benati, che La Scala ha riunito le varie indennità contrattuali, anzi: negli ultimi dieci anni ha rinnovato tre volte il proprio contratto interno, diversamente da qui, e con i soldi dei soci, stratificando diverse indennità che ammontano a diciotto, comprensive anche dell’indennità di lavoro all’aperto, dell’indennità strumento vocale, dell’Assegno Scala e molte altre che evidentemente Fondazione Arena non può permettersi, per bilanciare lo scippo economico perpetrato dalle passate amministrazioni nella silenziosa obbedienza anche di chi oggi si traveste da giudice della situazione. Fondazione Arena mantiene gli stessi stipendi dal 2003 senza rinnovo ma vogliamo credere che la dignità del lavoro e dei lavoratori sia in questa città da oggi diversamente considerata visto quanto economicamente decisivo è il loro sacrificio a salvaguardia di un bene pubblico come la Fondazione Lirica, fino a ieri minato da interessi privati (...). Ribadiamo, per l’ennesima volta, che la tanto vituperata «indennità di lavoro all’aperto» non deriva da accordi interni aziendali bensì da un contratto nazionale delle Fondazioni ed è valida per tutte quelle realtà che e quando svolgono attività lirica all’aperto. Ciò si può facilmente comprendere – e volendolo giornalisticamente appurare - avendo contezza delle condizioni in cui operano in giugno, luglio, agosto macchinisti, tecnici (con punte di temperature di 45-50° all’interno dell’anfiteatro) durante la preparazione scenografica, piuttosto che dipendenti di tutti i settori impegnati all’allestimento ed alla realizzazione del festival lirico. (Dario Carbone, Segretario Fials-Cisal Verona)

il prof. Giorgio Benati
Risponde Giorgio Benati. Il professor Carbone, con l’immotivata virulenza della sua lettera condita di attacchi personali, ci conferma che era meglio non rompere il silenzio imposto. L’articolo citato evidentemente ha disturbato il manovratore. Alcune doverose risposte: nel merito della nomina del professor Polo si è già espresso su queste pagine un luminare del foro veronese, l’avvocato Lamberto Lambertini, che ha parlato di «errore da parte del Ministero»; nel merito del Teatro alla Scala, la cifra riportata va considerata al lordo del premio di produzione (vedi sito web del teatro) mentre non lo è nel computo con la Fav (Fondazione Arena Verona); è la Legge Bray che (all’art. 11, comma 1, lettera g) intima per i teatri in crisi la «cessazione dell’efficacia dei contratti integrativi aziendali in vigore» e la loro riconsiderazione per ricollocarli ad un livello di compatibilità economica con lo status della Fondazione essendo tale contratto integrativo uno degli elementi sensibili di spesa. Logica aziendale vorrebbe che non venissero riproposti tali e quali, com’è ora avvenuto.